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Strategie di web marketing per il 2014

web marketing

Al giorno d’oggi ogni azienda degna di tale nome è presente sul web nei modi più disparati. Inoltre ormai chi si occupa di marketing non può che occuparsi anche di web e forse ancora di più di social media, ovvero non può che prendere in considerazione tutte le attività di promozione che avvengono in rete allo scopo di portare visibilità a un sito o a un particolare brand. Grazie al web marketing si possono ottenere nuovi utenti/clienti, follower, per dirla con Twitter, like con Facebook, e si può interagire con loro, ottenendo come risultato una fidelizzazione molto alta rispetto a quella garantita dalla pubblicità tradizionale.
Ci troviamo in presenza dell’applicazione di una strategia di web marketing quando riceviamo una mailing list o quando ci capita un banner promozionale sotto gli occhi mentre stiamo visitando un sito. Ma anche il posizionamento sui motori di ricerca, il pay per click e il direct email marketing sono altre possibili metodi con cui farsi pubblicità online.
Le mailing list le conosciamo tutti: sono messaggi di posta elettronica che riceviamo da parte di un’azienda di cui siamo già clienti. L’inserzionista prende gli indirizzi cui inviare i suoi contenuti pubblicitari direttamente dal sito aziendale, valutando di volta in volta quali sono le categorie di persone, tra i clienti noti, cui è più opportuno mandare il messaggio.
Il direct email marketing, invece, equivale né più né meno ai volantini pubblicitari che troviamo nelle cassette della posta e, diversamente dallo spam, che risulta indesiderato, ci invia solo contenuti per cui abbiamo espresso interesse.
I banner sono immagini, di solito animate, presenti su un grandissimo numero di siti, che servono in modo particolare per far diventare conosciuto un brand e che ricordano da vicino la pubblicità cartacea. A differenza del volantino di carta, però, un banner tiene il conto delle visualizzazioni e dei click e quindi del rendimento delle singole campagne pubblicitarie.
Il proprietario di un’azienda presente in rete non può nemmeno farsi scappare l’opportunità di ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca. In parole povere, quando un utente cerca, ad esempio su Google, il prodotto venduto dalla sua azienda, questa deve apparire tra i primi risultati perché il proprietario possa nutrire qualche speranza di concludere affari sul web. Esistono varie tecniche per modificare il codice html delle pagine web al fine di far conoscere precisamente il prodotto, o il servizio, fornito dalla singola azienda al motore di ricerca di turno. I tempi di risposta però sono piuttosto lunghi, si parla di una quindicina di giorni.
Quanto al pay per click, si tratta del metodo più adoperato in questo periodo e prevede la presenza, su vari siti web, di inserzioni testuali collegate a delle parole chiave. L’inserzionista, in questo caso, paga solo nel momento in cui un utente clicca proprio sull’inserzione per visualizzarne il contenuto. Questa strategia di web marketing dà la possibilità di destinare somme anche irrisorie alla singola campagna pubblicitaria.
Secondo l’agenzia americana WebDAM, che ha elaborato questi dati a partire da moltissime fonti relative al marketing online, nel corso del prossimo anno si dovrà tenere presente quanto segue:

– Anzitutto, pare che saranno spesi circa 134 miliardi di dollari per la realizzazione di nuovi prodotti digitali per il marketing
– In secondo luogo, sembra che il 78% dei professionisti del marketing online ritenga di dover puntare sul custom content
– Un’ulteriore statistica prevede che di qui al 2015 un buon 25% del mercato pubblicitario sarà occupato dalle varie forme di promozione presenti sul web
– che ci si concentrerà sempre più sui contenuti personalizzati, con particolare attenzione alla produzione di messaggi indirizzati senz’altro alle persone giuste ma anche al momento giusto
– Inoltre, pare che nei prossimi 5 anni i fondi che verranno stanziati per il social media marketing raddoppieranno
– Ancora, sembrerebbe che la possibilità di condividere un messaggio pubblicitario aumenti del 158% la possibilità che qualcuno ci clicchi sopra
– che quasi la metà delle aziende che si fanno pubblicità abbiano adoperato strategie content
– che il 67% dei professionisti del marketing business to business ritenga fondamentale lo strumento “evento”
– che il 33% del traffico generato dai motori di ricerca si concentri sul primo risultato visibile
– che il 73% dei giornalisti ritenga necessaria la presenza di immagini all’interno dei propri comunicati
– che il 72% delle persone che hanno optato per il metodo “pay per click” stanzieranno un budget superiore per i propri annunci futuri
– che il 55% dei professionisti del marketing abbia puntato, anche in termini finanziari, sulla promozione online (dato globale)
– che il 52% delle aziende che lo adoperano abbia acquisito un nuovo cliente-utente grazie a Facebook nel corso del 2013
– che il 43%, invece, lo abbia acquisito tramite Linkedin
– che il 63% delle aziende business to business con un blog abbia il 67% di possibilità in più di raggiungere dei potenziali nuovi clienti
– che l’efficacia del marketing condotto da testimonial e da clienti soddisfatti sia dell’89%
– che, rispetto al marketing tradizionale, l’inbound (ovvero l’insieme dei contenuti che spingono l’utente a finire su un determinato sito) porti all’azienda il 54% dei contatti commerciali in più
– il 65% delle persone impara più velocemente attraverso le immagini
– più nel dettaglio, che i dati visivi siano elaborati ben 60.000 volte più rapidamente dei contenuti scritti
– che le pagine aziendali che prevedono la presenza di un video portino l’utente a compiere l’azione richiesta dall’annuncio, ovvero aumentino dell’’86% il tasso di conversione.

 

Giovanni Zappalà

CRM Service

18 dicembre 2013

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