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Prankvertising per la piccola azienda

Il sistema pubblicitario del prankvertising, dalla fusione delle parole prank (scherzo) e advertising (pubblicità) e un derivato del più comune guerrilla marketing. Differentemente dal guerrilla marketing, il quale si basa sul fondamento di creare agli ignari partecipanti di uno spot, gioia, commozione, divertimento o comunque emozioni positive, il prankvertising crea situazioni scioccanti di paura e terrore.

La strategia di comunicazione è uguale al guerrilla marketing, creare uno spot o un’immagine che viene propagata su internet e nei social media per effetto dell’emozione provocata all’utente, che con il prankvertising sarà la paura suscitata ai partecipanti che diverrà divertente per il pubblico.

Questa formula di marketing è stata da molti criticata, in quanto potrebbe rivelarsi di cattivo gusto e poco efficace per stimolare l’acquisto del prodotto pubblicizzato, poiché l’effetto di terrore suscitato non sia positivo “perché comprare da un’azienda che mi terrorizza?”.

Questo è in parte vero, infatti non si effettuano strategie di prankvertising per aumentare le vendite, ma per far conoscere un brand o aumentarne la sua notorietà.

Una piccola o nuova azienda, con un budget limitato e delle azioni mirate di viral marketing, può ottenere eccellenti risultati propagando e facendo conoscere il brand a milioni di persone, contestualmente dovrà effettuare promozioni dei propri prodotti/servizi i quali assumeranno maggiore interesse da parte del pubblico per effetto di un marchio già visto e conosciuto.

Giovanni Zappalà

LifeIsWeb Co. Ltd

Ecco un esempio di prankvertising

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