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Il Neuromarketing

NeuromarketingIl Neuromarketing

Con il sempre più pressante sviluppo tecnologico basato sul ruolo fondamentale di Internet e del mercato on-line, oggi chiunque possegga un personal computer e una connessione, può aprirsi le porte su un mondo tanto vasto quanto in continua evoluzione, che possa giovare non solo a se stessi, ma anche agli altri.

Qualsiasi attività commerciale (o similari) è diventata sinonimo di e-commerce, di marketing, e di studio del consumatore.

Questo studio ha un unico scopo: dirigere indirettamente le scelte dei clienti, affinché si riesca a incrementare i propri guadagni. In fondo è questo l’interesse principale delle aziende immesse sul mercato virtuale.
E in tutto questo che ruolo ha il Neuromarketing? Prima di tutto però è necessario spiegare cos’è il neuromarketing e qual è il suo intento.

Il neuromarketing non è altro che lo studio delle scelte del consumatore. Nato come branca delle neonate “Neuroeconomie”, esso attraverso date metodologie e tecniche particolari, si pone come solo obiettivo quello di insinuarsi nella mente degli internauti, di decifrare i suoi comportamenti, i suoi gusti e in special modo i suoi desideri, perché essi sono la chiave del successo.
Il consumatore diventa così una specie di “vaso di Pandora”, da dover aprire, capire e studiare attentamente.

Tra le tecniche che il neuromarketing utilizza per misurare i comportamenti dei clienti, vi è l’ “eyetracking”, che traccia i loro movimenti, le loro curiosità, la “facial expression reading”, che analizza le espressioni del viso durante la normale vita quotidiana, la “voice stress analysis”, che consiste nel valutare la sua percentuale di stress grazie al tono vocale, e infine il più innovativo “eeg-biofeedback”, che permette di verificare l’attività di elaborazione cerebrale umana sottoposta a diversi stimoli esterni, che siano essi pubblicità, film, profumi.
Il neuromarketing pone così le basi verso una del tutto nuova visione del marketing, inteso non più come semplice promozione del prodotto, ma come un insieme di elementi volti alla ricerca del “punto debole” e della causa scatenante degli impulsi del possibile acquirente.

Fine ambizioso, ma sicuramente vincente. Infatti il neuromarketing non si ferma al consumatore, ma va oltre, puntando alla relazione tra quest’ultimo e il design delle pagine web, l’estetica ed i contenuti documentari dei siti, la comunicazione non verbale ma visiva; insomma, il neuromarketing avanza verso un approccio totalmente inaspettato, costruito sull’esame delle situazioni emozionali e dei meccanismi che entrano in moto nel cervello dell’essere umano nel momento in cui riceve certi tipi di spinte dall’esterno, come ad esempio la visualizzazione del prodotto da vendere e la pianificazione della giusta presentazione.
Del resto il neuromarketing è sorto con l’idea di creare una diretta interazione tra coloro che sono al di qua del video e le immagini visualizzate, riuscendo a cogliere non solo i punti forti delle illustrazioni e del tipo di comunicazione da instaurare, ma anche quelli poco convincenti e magari poco proficui.

Con il supporto del neuromarketing le aziende tentano di realizzare il perfetto gioco di luci ed ombre, mettendo in primo piano le qualità dei propri prodotti, facilitando l’incontro tra il consumatore e l’oggetto in questione e ponendosi come ulteriore obiettivo quello di mettere in evidenza l’essere umano in quanto tale e non solo in quanto acquirente. Perché è l’elemento umano a essere posto sotto la lente di ingrandimento, dato che per mezzo di esso le aziende tentano di giungere alla previsione dell’azione del cliente, penetrando nel suo modo di essere e trascinandolo silenziosamente dove esse decidono di portarlo.

Il neuromarketing, infine, prova a cogliere ogni dettaglio comportamentale, per poter influenzare e condizionare i fruitori del web, poiché essere in grado di veicolare un messaggio chiaro, diretto, intuitivo e attraente significa sicuri guadagni, significa per un’azienda incrementare le vendite e sopratutto la produzione. Ma significa anche che le scelte che gli internauti fanno non sono sempre dettate dai propri interessi, ma che “potrebbero” essere anche pilotate da chi ha dei buoni motivi per colpirli con della pubblicità ingannevole e studiata a tavolino.

Naturalmente, se dovessimo attenerci soltanto ai benefici che il neuromarketing apporta alle nostre vite, si potrebbe dire che è una scienza dai risvolti innumerevoli, che mette in primo piano il benessere dei consumatori soddisfacendo i loro bisogni, ma questo è vero solo in parte.

D’altronde, analizzare ogni singolo gesto, ogni aspirazione e ogni azione di un essere umano può essere una scoperta in più, quanto una scoperta di troppo.

Sta agli internauti e alla scienza, in fondo, decidere da che parte stare e perché.

In fine la prima domanda da porsi quando si gestisce un business on line è “il mio sito ha un’impostazione grafica, documentaria e strutturale che fornisca una chiara comunicazione che possa attrarre i potenziali clienti?”

Spesso anche note ed importanti aziende internazionali sottovalutano un’analisi  per una corretta ed efficace comunicazione on line, analisi che deve essere effettuata da specialisti nella web comunication, professione assolutamente diversa da web master, grafico o programmatore che realizzo o aggiornano il sito. Web master, grafico e programmatore garantiscono la realizzazione e l’aggiornamento del sito, l’esperto in web comunication effettua un’accurata analisi allo scopo di coordinare grafica, struttura e materiale documentario per creare una comunicazione idonea al potenziale cliente, dimostrando, dati alla mano, le potenzialità del Vostro business on line, progettando e organizzando la comunicazione in base a tangibili risultati (Vedi Audit comunicazione).

 

Giovanni Zappalà

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